PLIS possibili per salvare l'ambiente
di: FRANCO GIORDANA »» - AGGIORNATO al 05.04.2008!
La pressione dell'uomo sull'ambiente che ci circonda è fortissima e quasi ogni giorno dobbiamo constatare che qualche lembo di verde ha ceduto il posto ad un capannone o ad una serie di villette a schiera. Se ogni volta chi ama la Natura prova una stretta al cuore, talvolta si prova invece un sentimento di rabbia impotente, quando questa aggressione avviene in luoghi particolarmente significativi per la biodiversità, i cosiddetti biotopi. Quasi mai si tratta di un cosciente disprezzo per le tematiche ambientali, ma quasi sempre soltanto di ignoranza, di incapacità di cogliere gli elementi che permettono di distinguere un ambiente depauperato da uno ricco di presenze vitali, un monumento naturale. Pochi riescono a distinguere un incolto colonizzato da piante pioniere nel primo anno di set-aside da un pratello arido di un'area golenale, la cui ricchezza floristica ha impiegato decenni per formarsi e trovare un suo meraviglioso equilibrio. La conoscenza dei molteplici aspetti di un territorio è una premessa fondamentale per consentirne un razionale utilizzo, contemperando l'esigenza di sviluppo abitativo o produttivo con la salvaguardia di quelle porzioni che, per la loro ricchezza naturalistica, rappresentano aree di tal pregio che solo una catastrofe può giustificare che vengano sacrificate in nome di un malinteso progresso. Girando per le nostre campagne capita ancora, per fortuna, di osservare la presenza di tali aree, anche se la memoria ci ricorda di continuo altre che abbiamo avuto la gioia di osservare pochi lustri fa e che ora non esistono più, sostituite da anonime quanto misere coltivazioni o insediamenti edilizi. Dal momento che sto effettuando con l'amico Fabrizio delle visite in zone del Lodigiano sulle quali sono stati istituiti dei PLIS (Parco Locale di Interesse Sovraccomunale) e stiamo scrivendo relazioni su quanto osservato, mi sembra utile diffondere questa conoscenza ad un pubblico più vasto di persone interessate ai temi ambientali, affinché nasca una più diffusa coscienza della necessità di salvaguardia dei luoghi meglio conservati o di recupero di quelli in parte degradati, ma ancora ricchi di potenzialità di ricchezza biologica. Queste relazioni potrebbero essere lo spunto per delle visite in ambienti spesso poco noti, ma di grande suggestione. Il sapere quali presenze floristiche possiamo aspettarci di incontrare può rendere sempre più consapevole il nostro modo di osservare l'ambiente che ci circonda e di coglierne i valori e la profonda bellezza.
Sulla base di queste ricerche è nato poi il reportage documentato dalle seguenti relazioni:
- Adda Morta
- Boffalora
- Boffalora (seconda parte)
- Brembiolo (prima parte)
- Brembiolo (seconda parte)
- Brembiolo (terza parte)
- Crotta d'Adda
- Lambro
- Lambro (seconda parte)
- Lambro (terza parte)
- Pognana
- Tormo (prima parte)
- Tormo (seconda parte)
- Tormo (terza parte)
- Lavagna (ponte della Muzza)
- Cornovecchio
- Galgagnano ! nuovo !
Siamo in grado di fornirvi, a completamento della serie, anche alcune indicazioni cartografiche:
Le indicazioni cartografiche sull'Adda Morta sono giĆ comprese del file .pdf che descrive il sito.

